Sì, da ottobre 2026 la formazione sull'intelligenza artificiale è diventata un obbligo anche per i professionisti iscritti a ordini e associazioni. Lo prevede l'art. 47 del D.Lgs. 7 ottobre 2026, n. 179, il decreto legislativo che adegua le norme italiane all'AI Act, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 234 dell'8 ottobre 2026 e in vigore dal 23 ottobre 2026.

Avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, ingegneri, ma anche DPO e tributaristi delle associazioni della Legge 4/2013. Per tutti loro l'IA entra nella formazione obbligatoria, con tre aree da coprire e un monte ore che ogni ordine fisserà nel proprio regolamento. Vediamo cosa dice davvero il decreto, chi riguarda, quali sono le scadenze e come organizzarti subito.

Cosa dice l'articolo 47 del D.Lgs. 179/2026?

L'art. 47, rubricato «Formazione in materia di intelligenza artificiale per le professioni», è breve ma cambia parecchio. Ecco i sei commi tradotti in parole semplici.

CommaCosa prevede, in pratica
1La formazione iniziale e continua organizzata dagli ordini professionali deve includere l'alfabetizzazione e la formazione sull'uso dei sistemi di IA.
2Tre aree obbligatorie. Tecnica (come funzionano i sistemi, come si usano, potenzialità e limiti), giuridica (AI Act e norme nazionali) e deontologica (responsabilità professionale, obblighi informativi verso i clienti, principio antropocentrico).
3Un monte ore minimo di IA per ogni periodo di valutazione della formazione continua. Quante ore lo decide ciascun ordinamento, il decreto non fissa un numero uguale per tutti.
4Le stesse regole valgono per i percorsi formativi delle associazioni professionali della Legge 4/2013, quando l'IA è pertinente all'attività.
5I consigli nazionali hanno 6 mesi, fino al 23 aprile 2027, per adeguare i regolamenti della formazione continua.
6Per le professioni sanitarie la formazione sull'IA entrerà nel sistema ECM con un accordo Stato-Regioni.

Attenzione a un dettaglio di forma che conta. Il 179/2026 è un decreto legislativo, emanato su delega della Legge 132/2025, non un decreto legge. È il secondo decreto attuativo della legge italiana sull'IA e tocca anche autorità, sanzioni e lavoro, ma per i professionisti il cuore è proprio l'art. 47.

Chi è coinvolto dall'obbligo di formazione sull'IA?

La platea è ampia e si divide in tre gruppi.

  • Professioni ordinistiche. Avvocati, commercialisti ed esperti contabili, consulenti del lavoro, ingegneri, architetti, geometri, periti industriali, notai, giornalisti, agronomi. Per loro l'IA entra nella formazione continua che già conoscono, con le ore fissate dal proprio ordine.
  • Professioni della Legge 4/2013. DPO e consulenti privacy, tributaristi, consulenti di direzione, formatori, esperti di comunicazione, amministratori di condominio. Quando l'associazione prevede percorsi formativi e l'IA è pertinente all'attività, le tre aree dell'art. 47 valgono anche per loro.
  • Ordini, collegi e associazioni. Sono i destinatari «organizzativi» della norma, perché devono inserire l'IA nei programmi e deliberare il monte ore.

Il caso dei DPO merita una precisazione. Il decreto non crea nuove abilitazioni né un «albo» dei DPO, e l'AI Act non sostituisce il GDPR, le due normative si applicano insieme. Per chi segue la protezione dei dati, la formazione sull'IA è quindi un tassello in più, non un nuovo titolo da conseguire.

Restano fuori da questi corsi medici, psicologi e le altre professioni sanitarie, perché per loro il comma 6 rinvia all'ECM con un accordo Stato-Regioni. I corsi di cui parliamo qui non danno crediti ECM e non vanno proposti come se li dessero.

Quali sono le scadenze da ricordare?

  • 8 ottobre 2026, il decreto è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 234;
  • 23 ottobre 2026, il decreto entra in vigore e con lui l'art. 47;
  • 23 aprile 2027, termine entro cui i consigli nazionali devono adeguare i regolamenti della formazione continua;
  • poi, a regime, un monte ore minimo di IA in ogni periodo di valutazione della formazione continua.

Tradotto per il singolo professionista: l'obbligo concreto, con il numero di ore, arriverà dalla delibera del tuo ordine, al più tardi nella primavera 2027. Ma i contenuti sono già scritti nel decreto, quindi chi parte adesso con un corso sulle tre aree si porta avanti e arriva pronto quando il regolamento sarà aggiornato.

Cosa NON dice il decreto (e dove nascono gli equivoci)?

  • Non fissa un numero di ore uguale per tutti. Chi ti dice oggi «servono X ore di corso per legge» sta inventando: il monte ore lo decide ogni ordinamento.
  • Non crea nuove abilitazioni o certificazioni obbligatorie. Nessun «patentino IA» per i professionisti, nessuna nuova figura abilitata.
  • Non sposta le competenze delle autorità. Restano i poteri del Garante privacy, mentre AgID e ACN sono le autorità designate per l'AI Act in Italia.
  • Non riguarda solo chi usa l'IA tutti i giorni. La formazione entra nei percorsi degli ordini per tutti gli iscritti, come già accade per la deontologia.

Se usi già ChatGPT o altri strumenti nello studio, ricorda che questa formazione si somma agli obblighi che hai già: l'informativa al cliente prevista dall'art. 13 della Legge 132/2025 e, se hai dipendenti o collaboratori che usano l'IA, l'alfabetizzazione del personale dell'art. 4 dell'AI Act.

Come richiedere la formazione su AI ACT ITALIA?

Su AI ACT ITALIA trovi un percorso costruito proprio sulle tre aree dell'art. 47, pensato per ordini, collegi e associazioni che vogliono un evento per gli iscritti, ma anche per studi e aziende. I corsi sono tenuti da Andrea Zagato, docente specializzato in intelligenza artificiale (qui la sua pagina sulla formazione per i professionisti), e l'attestato lo rilascia Puntosistemi Servizi S.r.l., ente accreditato dalla Regione Piemonte per la formazione continua con certificato n. 1747/001 del 20 gennaio 2026.

Certificato di accreditamento della Regione Piemonte n. 1747/001 per la formazione continua di Puntosistemi Servizi S.r.l.
Certificato di accreditamento Regione Piemonte n. 1747/001 del 20/01/2026

Il percorso funziona in quattro passi:

  1. richiesta e video call, per capire chi partecipa, quante persone e quante ore servono;
  2. programma sulle tre aree, con durata, date, sede o modalità online e preventivo;
  3. formazione pratica, in aula o online, sui casi reali della professione;
  4. verifica finale e attestato rilasciato da Puntosistemi Servizi a ogni partecipante.

I corsi in aula si tengono in Lombardia e Piemonte, con base a Milano e a Tortona, e su richiesta in Liguria, Valle d'Aosta, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna. Online il corso è disponibile in tutta Italia, con lo stesso programma e lo stesso attestato. Per richiederlo compila il modulo nella sezione dedicata della pagina Obblighi: ti ricontattiamo per la video call e prepariamo la proposta.

Un vantaggio in più per studi e aziende. Lo stesso percorso, erogato al personale, copre anche l'obbligo di alfabetizzazione dell'art. 4 dell'AI Act, quindi con un solo progetto formativo rispondi a due norme.

Il corso dà crediti formativi?

Dipende da come lo si organizza, ed è giusto dirlo senza giri di parole. I crediti della formazione continua li assegna l'ordine, come prevede l'art. 7 del DPR 137/2012, direttamente o tramite soggetti autorizzati dal consiglio nazionale.

Per questo la strada che seguiamo è la convenzione con l'ordine territoriale: quando servono i crediti, il corso viene organizzato insieme all'ordine, che accredita l'evento e assegna i crediti agli iscritti, mentre noi portiamo docente, programma e documentazione. In ogni caso ogni partecipante riceve l'attestato di Puntosistemi Servizi, che vale in tutta Italia come attestato di frequenza di un corso privato. Diffida invece di chi promette «crediti garantiti» senza passare dall'ordine.

Occhio alle formule ingannevoli. Nessun corso privato può «dare crediti» da solo e nessun attestato è «riconosciuto dalla Regione» per la formazione continua ordinistica. L'accreditamento regionale di Puntosistemi riguarda la formazione continua finanziata dalla Regione Piemonte, i crediti professionali passano sempre dall'ordine.

Cosa fare adesso, in 4 passi

  1. Verifica il tuo ordinamento: controlla se il tuo ordine o la tua associazione ha già deliberato le ore di IA, o quando prevede di farlo (il termine è il 23 aprile 2027).
  2. Mappa il tuo uso dell'IA: quali strumenti usi nello studio e per quali attività, così il corso parte dai tuoi casi reali.
  3. Richiedi il programma dalla pagina Obblighi, da solo, con lo studio o proponendo l'evento al tuo ordine in convenzione.
  4. Conserva l'attestato e, se hai dipendenti, estendi la formazione anche a loro per coprire l'art. 4 dell'AI Act.

Hai dubbi su un punto specifico? Nelle FAQ trovi le risposte rapide su obblighi, scadenze e crediti, mentre nella sezione Obblighi c'è il quadro completo dell'art. 47 con il modulo per richiedere subito la formazione.