Le risposte alle domande più comuni sull'AI Act
L'AI Act è il Regolamento UE 2024/1689 sull'Intelligenza Artificiale, il primo quadro normativo al mondo che regola lo sviluppo e l'uso dei sistemi di IA. In Italia, è stata approvata anche la Legge 132/2025 che integra e specifica la normativa europea.
Sì, se la tua azienda utilizza sistemi di Intelligenza Artificiale per fornire servizi o prodotti nell'UE. L'obbligo si applica a professionisti, aziende ed enti pubblici. In particolare, la Legge 132/2025 italiana impone obblighi specifici ai professionisti intellettuali.
L'AI Act prevede due fasce di sanzioni: fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato globale annuo per l'uso di sistemi di IA vietati, e fino a 15 milioni di euro o il 3% per la violazione degli altri obblighi, compresa la trasparenza. Attenzione: per PMI e startup si applica l'importo più basso tra i due parametri, non il più alto. Il regime sanzionatorio diventa operativo dal 2 agosto 2026. Inoltre rischi responsabilità civile, violazioni deontologiche e perdita di fiducia da parte dei clienti.
Sì, l'Art. 13 della Legge 132/2025 obbliga i professionisti a informare preventivamente e per iscritto i clienti sull'utilizzo di sistemi di IA. L'informativa deve specificare quali sistemi usi, per quali finalità e quali garanzie offri.
I sistemi ad alto rischio operano in settori critici: biometria, infrastrutture critiche, istruzione, occupazione, servizi essenziali, giustizia. Se la tua AI prende decisioni che impattano significativamente diritti fondamentali o sicurezza, potrebbe essere ad alto rischio. I relativi obblighi sono stati rinviati dal Digital Omnibus al 2 dicembre 2027 (sistemi autonomi, Allegato III) e al 2 agosto 2028 (IA integrata in prodotti regolamentati, Allegato I): resta il tempo per prepararsi, ma la mappatura dei sistemi conviene farla subito.
I costi variano in base alla complessità dei sistemi utilizzati. Per la maggior parte dei professionisti e delle piccole aziende la conformità richiede principalmente tre cose: le informative e la documentazione da consegnare ai clienti, la formazione del personale sull'uso dell'IA e procedure di supervisione umana. Con l'abbonamento hai accesso al manuale operativo, al generatore dell'informativa per i clienti e ai percorsi di formazione interna, senza doverli costruire da zero.
È consigliato per sistemi ad alto rischio o situazioni complesse. Per l'uso standard di AI (ChatGPT, Claude, ecc.) in attività professionali, i documenti e le guide del nostro portale possono essere sufficienti. Raccomandiamo comunque una revisione legale per adattarli al tuo caso specifico.
Con l'abbonamento attivi: il Manuale operativo AI Act in PDF (28 pagine, edizione luglio 2026), da scaricare dalla sezione Download e seguire passo passo, con liste di controllo e scadenze; la formazione interna per te e i tuoi collaboratori, utile ad adempiere all'obbligo di alfabetizzazione sull'IA previsto dall'art. 4 dell'AI Act; il generatore dell'informativa sull'uso dell'IA da consegnare al cliente, personalizzata sui sistemi che utilizzi e pronta da firmare; la checklist interattiva per verificare la tua compliance; le guide legali su art. 13, sanzioni e GDPR; i testi integrali di Legge 132/2025 e Regolamento UE 2024/1689 aggiornati alle ultime modifiche.
Sì, puoi usare ChatGPT e altri strumenti di IA come supporto. Devi però: informare i clienti, mantenere sempre la supervisione umana, non delegare decisioni professionali all'IA, proteggere i dati personali dei clienti (evita di inserire dati sensibili non protetti).
Dipende dall'obbligo. Sono già in vigore: i divieti sulle pratiche di IA inaccettabili e l'obbligo di alfabetizzazione del personale (dal 2 febbraio 2025), gli obblighi per i modelli di IA generica (dal 2 agosto 2025) e l'informativa al cliente per i professionisti intellettuali (dal 10 ottobre 2025). Dal 2 agosto 2026 si aggiungono gli obblighi di trasparenza dell'art. 50 e il regime sanzionatorio. Gli obblighi sui sistemi ad alto rischio arrivano più tardi: 2 dicembre 2027 e 2 agosto 2028. Sulle scadenze già attive non c'è tempo da perdere.
Il Digital Omnibus è il Regolamento (UE) 2026/1744, in vigore dal 27 luglio 2026, che modifica l'AI Act. Ha rinviato gli obblighi sui sistemi ad alto rischio (al 2 dicembre 2027 per l'Allegato III e al 2 agosto 2028 per l'Allegato I) e ha attenuato l'obbligo di alfabetizzazione, che ora richiede di adottare misure a sostegno della formazione invece di garantire un livello di competenza. Ha però confermato gli obblighi di trasparenza e le sanzioni al 2 agosto 2026, e ha introdotto due nuovi divieti: la generazione di immagini intime non consensuali e di materiale pedopornografico. Attenzione a un equivoco diffuso: l'AI Act non è stato rinviato in blocco.
Sì. L'art. 4 dell'AI Act, applicabile dal 2 febbraio 2025, chiede ad aziende e professionisti di adottare misure a sostegno dello sviluppo dell'alfabetizzazione sull'IA di chi utilizza questi sistemi per loro conto. È un obbligo di mezzi, non di risultato: non devi garantire un livello di competenza del singolo, ma devi attivarti concretamente e poterlo documentare. Iscrivendoti al portale puoi attivare i percorsi di formazione interna per te e i tuoi collaboratori e conservare traccia della formazione erogata.
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